ARCHIVIO SPETTACOLO a Milano per la 92ª adunata degli alpini.

 

In occasione del centenario della nascita del Corpo degli Alpini, oltre 80 mila penne nere hanno sfilato nel cuore della città di Milano, portando lo spirito di fratellanza e di cameratismo tipico degli alpini, con allegri cori che riecheggiavano lungo la centralissima Piazza Castello.

Il lungo corteo delle Penne nere si è aperto con lo striscione “100 anni di coraggioso impegno”,  un chiaro riferimento al centenario della loro fondazione. Correva l'anno 1919 quando fu fondata l'Associazione Nazionale Alpini (A.N.A.) con sede a Milano in via Marsala, 9.

A seguire la testa della sfilata abbiamo visto il reggimento in armi e tutte le sezioni italiane ed estere degli alpini e della Protezione Civile. La prima regione a sfilare è stata la Sicilia mentre l'ultima è stata la Lombardia in quanto regione ospitante. Abbiamo seguito poi il tradizionale passaggio della 'stecca' alla città protagonista del prossimo raduno: Rimini.

Tanti gli ospiti illustri presenti per l’occasione: a presidiare la tribuna d'onore, lungo i portici meridionali di piazza del Duomo, abbiamo scorto la ministra della difesa Elisabetta Trenta, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e il prefetto, Renato Saccone.

Moltissimi tra simpatizzanti, curiosi o figli di alpini hanno seguito e vissuto questi tre giorni di festa assieme alle Penne nere e tra questi anche noi di Archivio Spettacolo che, in compartecipazione con l’Associazione Show and Art, abbiamo presentato in anteprima il docufilm Anima Alpina, realizzato con il patrocinio del Comune di Valdobbiadene e di Bassano del Grappa, nonché dell’A.N.A. stessa.

 

La produzione del docufilm, un percorso durato più di un anno.

 

Si tratta di una storia di vita di trincea, ambientata nella Prima Guerra Mondiale; un giovane alpino   al fronte che, tra mille avversità, descrive in alcune lettere (realmente rinvenute) alla propria “morosa” la vita di trincea, dove il freddo, la fame e gli stenti la fanno da padrone. Grazie ai Rievocatori Storici, che hanno recitato con le divise e le armi originali del tempo, il docufilm è stato apprezzato tantissimo non solo dagli adulti, che ricordavano e rivivevano i racconti dei nonni, ma anche dai giovanissimi, incuriositi dalla veridicità dei dettagli.